Rudi Capra – IT

Sono un autore, critico cinematografico, e ricercatore accademico in filosofia, attualmente all’Università di Wuhan 武汉大学. Lavoro principalmente sulla filosofia dell’identità, intesa lato sensu – identità sociale, identità personale, identità metafisica – ed estetica.

Per quanto riguarda la filosofia dell’identità, sono interessato a tutti quei processi che conducono alla formazione, la trasformazione, la deformazione e la decostruzione dell’identità. Per quanto riguarda l’estetica, non mi riferisco semplicemente a teorie sul bello o filosofia dell’arte; seguendo l’etimologia, intendo l’estetica come una disciplina vasta che si articola come riflessione teorica sul valore (e il disvalore) delle esperienze percettive. Tra queste, sono interessato in particolare alle arti visive, come film, quadri, immagini, ma anche ai luoghi, e quindi architettura, ambiente, e così via.

Filosofia dell’identità ed estetica si intersecano in vari modi. Ho lavorato e pubblicato estensivamente su gioco, viaggio, alienazione e desiderio, concetti ed esperienze che sfidano i confini del familiare e aprono la nostra identità allo strano e all’estraneo.

Parlando di metodo, esistono due modelli principali per la ricerca nelle scienze umane, che mi piace descrivere come “la formica e il ragno“. La formica è molto sociale, cooperativa, capace di compiti altamente specializzati, di scavare chilometri nel sottosuolo per costruire colonie vaste e complesse. Invece, il ragno è solitario, sospeso sopra il suolo, dedito a sofisticate architetture di ragnatele che sono allo stesso modo piene di fascino e mestiere.

Sono convinto che entrambi i modelli siano necessari alla ricerca. La formica è, ovviamente, il modello dominante oggi. Tormentate da un complesso di inferiorità, le scienze umane (etichetta che è di per se un programma) si sforza di emulare i paradigmi delle scienze naturali; lavoro d’équipe, produttività incessante, applicazione pratica, alta specializzazione di ruoli e compiti codificati, impatto sociale immediato e misurabile – tutte qualità esemplificate dalla formica.

Sono convinto che la filosofia debba essere scientifica nel senso di rigorosa, informata, accurata e ben strutturata, ma non sono convinto che la filosofia possa diventare una scienza. Non sono nemmeno convinto che la filosofia debba diventare una scienza. Da un punto di vista storico, e anche considerando le asciutte circonlocuzioni della filosofia analitica contemporanea, la filosofia si manifesta innanzitutto come una forma di letteratura. Ancor più ereticamente, sono convinto che questo non sia necessariamente un passo indietro per la filosofia. Come disse celebremente Bertrand Russell, “la scienza è ciò che sappiamo, la filosofia è ciò che non sappiamo”: la filosofia si protende costantemente oltre se stessa, salta da un punto all’altro, si muove rapidamente, tesse connessioni.

Per queste ragioni, ho molta simpatia per il ragno. Secondo Giorgio Colli, “ogni filosofo vuol trovare un senso – ossia un’unità – del mondo; ma gli oggetti che deve considerare sono infiniti, e i nessi concettuali che deve stabilire tra di essi sono, se possibile, ancora più infiniti. Il vigore di un filosofo è misurato dall’ampiezza di questa rete, che egli getta sulle cose, tentando di afferrarle e di stringerle. Ma ciò che conta ugualmente, è la qualità del tessuto di questa rete. La bava del ragno dev’essere rilucente e uniforme, e tenue abbastanza da ingannare la preda. È la forza dello sguardo, che stabilisce questa unità, lucida e avvolgente” (1983).

Ovviamente, se cerchiamo l’ampiezza perdiamo qualcosa in profondità; e però, ordire è più divertente che scavare. Per questo e per altri motivi, il mio approccio è principalmente interculturale, e consiste nello scoprire o stabilire trame e connessioni originali tra autori, culture e linguaggi differenti. Parte delle mie fonti deriva dal contesto della filosofia Occidentale, come filosofia e mitologia greca, teoria critica, e psicoanalisi. Un’altra parte, dal contesto della filosofia dell’Asia Orientale: soprattutto Daoismo e Buddhismo, con un focus specifico sulla tradizione Chan/Zen.

Questo sito funziona come una vetrina dove espongo il corso dei miei lavori, e anche un po’ di lavori in corso. Le tre sezioni del sito aggiornate più di frequente sono visions, dove parlo di cinema e immagini; places, dove parlo di luoghi; e digressions, dove straparlo. In publications, c’è una selezione delle mie pubblicazioni accademiche; in work in progress, una lista di quelle che spero diventino pubblicazioni accademiche; books, si spiega da sè.

Per eventi o collaborazioni mi puoi contattare via email – rcapra8@gmail.com – o sugli altri profili: